IMPLANTOLOGIA TUTTO IN UN GIORNO
IMPLANTOLOGIA DI IERI E OGGI
La perdita dei denti, sia che riguardi pochi elementi sia l’intera arcata, comporta conseguenze che vanno ben oltre l’aspetto estetico. Cambia il modo di mangiare, di parlare, di sorridere e persino di relazionarsi con gli altri.

Per molte generazioni, l’unica soluzione disponibile è stata rappresentata dalle protesi mobili, le cosiddette “dentiere”: una risposta che garantiva una funzionalità minima, ma che spesso non riusciva a offrire stabilità, comfort e naturalezza, provocando in molti casi disagio e imbarazzo sociale.

La necessità di superare questi limiti ha portato allo sviluppo dell’implantologia dentale tradizionale, una tecnica che prevede l’inserimento di impianti in titanio nell’osso, come vere e proprie radici artificiali.

La metotica tradizionale prevedeva che:
dopo un periodo di attesa di circa 6–7 mesi, necessario affinché l’osso si integri completamente con il titanio, vengono applicati i denti fissi provvisori. Successivamente, dopo ulteriori mesi di guarigione, si procede con quelli definitivi.

Il tempo complessivo di riabilitazione, circa un anno: un percorso lungo, fatto di interventi e lunghe attese, durante il quale il paziente non può disporre immediatamente di denti fissi.

STORIA DELL’IMPLANTOLOGIA DENTALE
Questa metodica tradizionale chirurgica per la riabilitazione funzionale del paziente affetto da edentulismo totale o parziale è stata usata fin dagli anni 70’ dal ricercatore svedese Prof. P. I. Branemark

chirurgo ortopedico e ricercatore svedese, è grazie a lui che viene coniato il termine osteointegrazione (stretto legame superficie impianto-osso). Nei primi anni ’60 Branemark scopre, casualmente durante un esperimento, che il titanio è un metallo in grado di consentire un legame molto stabile con l’osso con il vantaggio di essere del tutto biocompatibile (esente cioè da fenomeni di rigetto).

Il prof. Branemark e i suoi collaboratori definirono questo stretto legame tra osso e titanio osteointegrazione

e stabilirono dei parametri che prevedevano un’attesa di 3-4 mesi nella mandibola e 5-6 nell’osso mascellare superiore prima di utilizzare gli impianti dentali a fini protesici cioè prima di potere cementare sopra denti artificiali.

Es. Caso Clinico eseguito con la vecchia metodica Branemark in 3 tempi chirurgici ormai obsoleta effettuato dal dott. Marco Parravano nell’anno 1999 con tempi di esecuzione molto lunghi, disagi per il paziente sottoposto a più interventi, costi elevati per il tipo di materiale e per le lunghe lavorazioni.
Il lasso di tempo di attesa di mesi prima di inserire i denti dopo l’inserimento dell’impianto era considerato indispensabile per consentire all’impianto di osteointegrarsi nell’osso. In quegli anni il timore era che, nelle prime fasi di guarigione, le potenti forze masticatorie potessero creare instabilità (micromobilità) degli impianti dentali inseriti, compromettendo il processo di osteointegrazione.

Nei primi anni ’90 alcuni ricercatori e clinici esperti in implantologia dentale si accorsero che non era sempre necessario attendere i tempi suggeriti dal Prof. Branemark (dai 3 ai 6 mesi) per il processo di osteointegrazione.

Essi, in sostanza, affermavano che, garantendo da subito una buona Stabilità primaria attraverso nuove forme dell’impianto, maggiori lunghezze e nuove sedi ossee, sarebbe stato possibile applicare su di esso un dente fisso artificiale già a pochi giorni dal suo inserimento nell’osso: la guarigione dei tessuti ossei e l’osteointegrazione non ne sarebbero state pregiudicate.
Si aprono così le porte all’implantologia a carico immediato cioè impianti inseriti con i denti immediatamente applicati.
NUOVA METODICA: IMPLANTOLOGIA A CARICO IMMEDIATO (TUTTO IN UN GIORNO)
La nuova tecnica implantare definita “carico immediato” (eseguita in un solo tempo chirurgico) con apposizione di protesi fissa nell’arco delle 24 ore dall’inserimento dell’impianto si sostituisce alla metodica classica Branemark (eseguita in 3 tempi chirurgici) attualmente ancora valida e sicura ma oggi obsoleta per i numerosi svantaggi.

Il promotore di questa nuova tecnica, diventata molto popolare in questo ultimo ventennio, è un dentista portoghese di Lisbona, il dr. Paulo Malò, che ha ripreso dei concetti di chirurgia implantare sviluppati negli anni 90′

dr. Paulo Malò
che suggerivano la possibilità di evitare interventi complessi ed invasivi e poco affidabili quali gli innesti e rigenerazioni ossee o gli innalzamenti di seno mascellare, inclinando gli impianti in modo da ancorarli in modo particolarmente stabile nell’osso residuo del paziente raggiungendo una buona stabilità e resistenza.

Grazie agli studi del Dr. Paulo Malò nella Malò Clinic di Lisbona ed all’investimento economico della grande società produttrice di impianti dentali (Nobel Biocare) questa metodica viene eseguita e presentata al mondo nel 2003. In Italia il primo intervento con la tecnica di Malò è stato eseguito nel 2004.

Il dott. Malò propone, con la sua tecnica, l’utilizzo di soli quattro impianti (da ciò il famoso nome “all on 4”) che per la loro lunghezza ed inclinazione nell’osso assicurano in tempo immediato la possibilità di sostenere arcate di denti parziali o totali.

Grazie alla ricerca scientifica e all’innovazione tecnologica, la tecnica di Malò ha rappresentato un vero precursore delle moderne tecniche di carico immediato, oggi considerate il punto di riferimento della chirurgia implantare.
Le nuove tecniche implantari attualmente utilizzate sono:
Se desideri maggiori informazioni sulle singole tecniche, clicca su quella di riferimento.
Queste tecniche innovative, certificate e supportate dalla letteratura scientifica internazionale, vengono adottate nel nostro Centro e rappresentano uno dei principali punti di forza nella gestione e risoluzione di ogni tipologia di implantologia dentale.




Queste tecniche innovative a differenza delle precedenti offrono vantaggi significativi ribaltando i limiti dell’implantologia: non si limitano alla possibilità di ottenere nuovi denti fissi in tempi brevi, ma consentono anche la possibilità di inserire impianti in presenza di poco osso anche a livello estremo.


In passato, nei pazienti con scarsa quantità o qualità ossea — ad esempio in caso di parodontopatia grave oppure osteoporosi — gli interventi implantari risultavano spesso difficili o impossibili. Si ricorreva quindi a complesse e invasive ricostruzioni ossee (innesti ossei),


che richiedevano più interventi chirurgici, lunghi tempi di guarigione e comportavano maggiori rischi di complicanze o insuccessi.

Queste condizioni sfavorevoli portavano spesso sia il paziente sia il medico a rinunciare all’implantologia, optando per soluzioni tradizionali come la protesi mobile, comunemente conosciuta come “dentiera”.

Oggi, grazie alle moderne tecniche implantari, queste soluzioni appartengono sempre più al passato.
INNOVAZIONE E PERSONALIZZAZIONE NEL NOSTRO CENTRO
L’utilizzo costante delle cinque tecniche implantari presso il nostro Centro specializzato ci ha permesso di sviluppare un approccio altamente personalizzato, applicabile a diversi casi clinici e settori dell’implantologia.
Nel tempo abbiamo perfezionato protocolli e soluzioni mirate che puoi scoprire semplicemente cliccando sui seguenti approfondimenti qui sotto:
A. IL NOSTRO PERCORSO DI RIABILITAZIONE ORALE
Per ogni paziente motivato a intraprendere una terapia implantare riabilitativa, la prima visita rappresenta il vero punto di ingresso nel percorso di cura.
È qui che tutto ha inizio:
• Prima visita
Dopo un esame obiettivo e una semplice indagine radiologica di base, come la radiografia panoramica, viene fornita una spiegazione preliminare sulla possibile terapia riabilitativa.

Attraverso l’utilizzo di video, immagini e modelli anatomici, al paziente vengono fornite informazioni chiare e facilmente comprensibili riguardo alla natura dell’intervento e al tipo di riabilitazione proposta. Tali indicazioni sono presentate in forma generale e preliminare, in attesa di una definizione più precisa basata su esami diagnostici più approfonditi.
• Stima economica verbale
In questa fase di prima visita viene anche presentata una stima economica verbale di massima, per offrire solo un orientamento chiaro e trasparente sui costi.

Successivamente, senza alcun vincolo o obbligo, il paziente ha tutto il tempo e la libertà di riflettere e decidere la soluzione proposta dal sanitario, più adatta alla propria condizione clinica ed economica.
• Pre-ospedalizzazione
Dopo aver deciso di procedere con il trattamento, il paziente viene sottoposto, a distanza di pochi giorni, alla fase di pre-ospedalizzazione presso la sala triage del Centro di Implantologia dell'Aquila.

Si tratta di un percorso strutturato di valutazioni cliniche e diagnostiche, pensato per garantire la massima sicurezza durante l'intervento e la risoluzione della riabilitazione orale.
• Visite specialistiche
In questa fase vengono eseguite diverse visite specialistiche: la visita anestesiologica, con compilazione della cartella clinica (anamnesi patologica, farmaci e terapie in corso);

Controllo valori pressori e saturazione

la visita cardiologica con elettrocardiogramma,

i prelievi ematici per gli esami di laboratorio

e la visita radiologica con TAC Cone-Beam, indispensabile per lo studio e progettazione tridimensionale delle arcate dentarie con finalità di tipo chirurgico e protesico.

Dopo la visita del medico chirurgo,

il percorso si completa con la visita del medico protesista, che rileva le impronte digitali e raccoglie la documentazione fotografica necessaria alla progettazione della futura protesi fissa.

• Idoneità all’intervento
In ultimo, con tutti i dati acquisiti nella struttura, sarà possibile ricevere l’idoneità all’intervento dal punto di vista generale e specialistico.

• Preventivo, stipula contratto e lista d’attesa
Finalmente sarà possibile sostituire la precedente stima economica verbale, fornita durante la prima visita, con un preventivo scritto, dettagliato e preciso. Si procederà quindi alla stipula del contratto in segreteria,

con versamento di un acconto e conseguente inserimento in lista d’attesa per l’intervento, previsto indicativamente entro circa un circa un mese e mezzo.
• Intervento chirurgico
Dopo il periodo di attesa e la completa elaborazione del progetto implantare, fulcro della nostra riabilitazione orale, il paziente verrà programmato per una giornata dedicata all’intervento chirurgico, eseguito in sala operatoria con la presenza dell’anestesista e dell’équipe chirurgica specialistica.


La procedura, della durata indicativa di circa due ore, si svolge in assenza di dolore e di ricordo dell’esperienza operatoria, grazie all’impiego della sedazione profonda associata ad anestesia locale, garantendo così il massimo comfort e sicurezza.

Al termine dell’intervento, il paziente lascerà la sala operatoria ancora sotto l’effetto dell’anestesia, con i denti compromessi rimossi, gli impianti correttamente inseriti e le suture già posizionate, avendo così completato la fase chirurgica della riabilitazione.

• Ricovero in sala degenza e applicazione denti fissi
Il paziente verrà quindi ricoverato in sala degenza per circa 4-5 ore,

tempo necessario sia al risveglio che all’applicazione da parte di medici protesisti dei nuovi denti fissi su monconi e impianti inseriti poche ore prima.

• Fine riabilitazione provvisoria e dimissione paziente
Dopo circa otto ore complessive, il paziente potrà già disporre di una nuova arcata dentale fissa completa, provvisoria

e rientrare a casa coadiuvato da un accompagnatore la sera stessa,

senza dolore, grazie a un protocollo farmacologico testato e consolidato.
• Prenotazione hotel
Nel caso di una doppia riabilitazione (arcata superiore e inferiore), sarà garantito un pernottamento in albergo convenzionato, prenotato direttamente dal Centro,


per consentire di affrontare il giorno successivo il secondo step chirurgico per l'arcata inferiore in totale sicurezza e comfort.

• Prima visita di controllo
Terminato anche il secondo intervento, a distanza di circa 15 giorni, il paziente sarà richiamato per la visita di controllo e per la rimozione delle suture,

che potrà avvenire presso la sede centrale o, se più comodo, in una delle strutture sanitarie regionali più vicine.
• Visita di controllo mensile
Nel mese successivo all'intervento, il paziente verrà seguito con visite periodiche di controllo.

In questa fase, qualora necessario, potranno essere eseguite modifiche protesiche per ottimizzare comfort e funzionalità.
• Fine percorso di riabilitazione orale
A distanza di circa 7-8 mesi, una volta completata l'integrazione ossea degli impianti, si procederà con la progettazione e la realizzazione dei denti definitivi.

Questa fase rappresenta il momento conclusivo del percorso: i nuovi manufatti protesici verranno applicati in modo preciso e personalizzato, garantendo funzionalità, estetica e comfort ottimali.

Il trattamento si conclude così con successo, assicurando piena soddisfazione sia per il paziente che per il medico, e restituendo al sorriso stabilità, armonia e qualità di vita.
B. IL NOSTRO PROTOCOLLO IGIENICO ALIMENTARE POST-CHIRURGICO
Igiene orale e alimentazione possono sembrare aspetti secondari rispetto all’implantologia, ma rappresentano in realtà due elementi chiave per il successo dell’impianto nel tempo.
Nel nostro Centro, il percorso post-implantare coinvolge figure professionali come l’igienista dentale e il biologo nutrizionista, attraverso protocolli dedicati all’igiene orale e a un’alimentazione guidata.


Questo consente di favorire la guarigione ed il recupero delle gengive ed osso, mantenere nel tempo stabilità, funzionalità degli impianti e accompagnare il paziente con indicazioni chiare e personalizzate, riducendo il rischio di complicazioni.
I due elementi chiave nel successo implantare:
1. Protocollo di igiene post-operatorio
Il periodo post-chirurgico rappresenta una fase cruciale per il successo implantare. Per questo motivo, il paziente viene seguito e formato dalla nostra igienista dentale specializzata nella gestione implantare, attraverso indicazioni personalizzate e protocolli di igiene domiciliare studiati per:
• favorire una guarigione ottimale dei tessuti gengivali
• controllare il processo infiammatorio
• prevenire complicanze infettive
• garantire la stabilità degli impianti nelle fasi iniziali di integrazione.

Le istruzioni includono l’utilizzo mirato di presidi specifici — come collutori, idropulsori, spazzolini e dentifrici selezionati


e tecniche di detersione delicate, adattate alla presenza di suture e tessuti in guarigione,


con l’obiettivo di ridurre al minimo ogni rischio post-operatorio.
2. Protocollo alimentare post-operatorio
Elemento distintivo del nostro approccio è il supporto costante del biologo nutrizionista, che accompagna il paziente dal giorno dell’intervento fino alla protesizzazione finale, generalmente nell’arco di circa cinque mesi.

Il programma alimentare personalizzato viene elaborato dal nutrizionista considerando attentamente:
• stato di salute generale
• eventuali patologie sistemiche (come diabete, ipercolesterolemia o celiachia)
• intolleranze o esigenze specifiche
• abitudini e preferenze individuali

L’obiettivo è garantire un apporto nutrizionale equilibrato e funzionale ai processi di guarigione, controllando l’acidità con il pH degli alimenti per ridurre sintomatologie dolorose con bruciori, irritazioni con gengive ancora non guarite nella fase iniziale dopo la chirurgia. Altro obiettivo importante è la selezione di consistenze di cibo adeguate (cibo morbido)


per non interferire ed ostacolare la fisiologica integrazione implantare, evitando sollecitazioni meccaniche inappropriate.
Percorso clinico integrato e controllato
L’integrazione tra chirurgia implantare, protesi fissa, protocolli di igiene professionale e nutrizione clinica consente di offrire ai nostri pazienti un percorso di cura completo, personalizzato e costantemente monitorato.
La nostra filosofia si basa su un principio fondamentale: il successo implantare non dipende solo dall’intervento chirurgico e dall’utilizzo di tecniche e tecnologie innovative ma dalla qualità dell’assistenza globale di più specialisti che accompagna il paziente in ogni fase del trattamento, assicurando risultati stabili, funzionali ed esteticamente naturali nel tempo.
C. CONTROLLO DEL DOLORE CHIRURGICO E POST-OPERATORIO
Attraverso l'introduzione della figura dell'anestesista si effettua una sedazione cosciente endovenosa oltre alla normale anestesia locale iniettata.

La sedazione cosciente endovenosa permette di somministrare dei farmaci sedativi in modo da modulare lo stato di coscienza, eliminando totalmente ansia, stress, paura, sensazione del tempo e ricordo dell'intervento.

Il paziente è sedato, monitorizzato, totalmente rilassato, dorme per il sonno indotto, se superficializzato può collaborare con il chirurgo, non viene intubato come in ospedale, mantiene i riflessi della respirazione, reagisce agli stimoli esterni di alta intensità e non conserva il ricordo delle manovre odontoiatriche. Riprende completa coscienza dopo 2-3 ore (tempo dell'intervento) e non si rende conto inizialmente neanche di quello che è successo!

Oltre il controllo della sintomatologia intraoperatoria è stata prestata molta attenzione anche al controllo della sintomatologia post-operatoria immediata e dei giorni successivi. Attraverso l'utilizzo di un protocollo farmacologico testato, viene assicurata la massima riduzione del dolore spontaneo quasi assente, sia durante la giornata dell'intervento che nei giorni successivi.

Un lieve edema accompagnato da eventuali ecchimosi sul viso, possono essere considerati gli unici effetti collaterali spiacevoli. Il paziente può avere la gioia di uscire di casa e mantenere rapporti sociali fin dal giorno successivo!

D. LE RICHIESTE ESTETICHE DEL PAZIENTE E LIMITI BIOLOGICO-FUNZIONALI
Le richieste che riceviamo ogni giorno dai nostri pazienti sono spesso le stesse: avere denti fissi, che non si muovano come le dentiere, e che siano in ceramica molto bianchi, “super white”, come quelli degli attori.

Inoltre, devono essere resistenti non perfettamente allineati ma allo stesso tempo naturali. Richieste esigenti ma allo stesso tempo giustificabili, però in questi casi… è importante non confondere e considerare il trattamento odontoiatrico come un intervento estetico paragonabile a un’acconciatura dal parrucchiere.

Le scelte relative a forma, colore e materiali non possono basarsi solo su preferenze personali del paziente, ma devono tenere conto di aspetti estetici, funzionali, biologici e di durata nel tempo. Per questo è fondamentale affidarsi a professionisti qualificati, capaci di valutare correttamente ogni situazione clinica, consigliare le soluzioni più adatte nel modo migliore e gestire tutte le problematiche legate all’estetica, alla funzione e alla salute orale.

Solo attraverso una corretta diagnosi e una pianificazione adeguata è possibile soddisfare pienamente le esigenze del paziente, garantendo un risultato armonioso, stabile e duraturo.

Fondamentale in questi casi è un corretto dialogo medico-paziente: una comunicazione guidata e condivisa che coinvolge il paziente nelle scelte, permettendogli di individuare insieme al professionista il colore, la forma e le dimensioni più adatte, in linea con i suoi desideri e la sua unicità.

Tra le domande più frequenti dei pazienti che riceviamo sulla riabilitazione implanto-protesica,

oltre a quelle sul colore dei denti, vi è anche quella relativa alla presenza della cosiddetta “gengiva finta” nelle protesi di tipo Toronto bridge.

Molti la percepiscono come un limite, ma in realtà è vero il contrario: la gengiva artificiale rappresenta spesso una soluzione vantaggiosa, capace di migliorare estetica, supporto e armonia del sorriso.




Vuoi capire quando e perché viene utilizzata?
Abbiamo creato una sezione nel nostro sito dedicata alla gengiva artificiale per spiegarti tutto in modo semplice e chiaro: scopri di più cliccando qui.
E. ESPERIENZE CLINICHE E SCELTE PROTESICHE NELLE RIABILITAZIONI SU IMPIANTI
Grazie alle moderne tecniche a carico immediato siamo riusciti a soddisfare egregiamente le richieste dei pazienti, cioè permettere di avere nuovi denti fissi su impianti in tempi rapidi.

Però è importante fare chiarezza su altri tre aspetti: il colore, la forma e la resistenza dei denti.

Un colore troppo bianco non significa automaticamente avere un risultato naturale e giovanile. I denti naturali, infatti, hanno sfumature e trasparenze che li rendono armoniosi con il viso. Un bianco eccessivo può risultare artificiale e quindi non bello.

Anche la resistenza va valutata con attenzione. Materiali molto duri, come zirconia o ceramica pura sugli impianti, non sempre sono la scelta migliore. Questi materiali, pur offrendo un’ottima estetica ma una durezza eccessiva possono trasmettere forze elevate agli impianti e ai denti opposti.

A differenza dei denti naturali, infatti, gli impianti non possiedono il legamento parodontale, che svolge una funzione di “ammortizzatore” naturale durante la masticazione.

Questo può aumentare nel tempo il rischio di stress meccanico, usura o fratture della protesi, denti, ed eventuali complicazioni della gengiva ed osso, vicino l’impianto.

Per questo motivo, nella nostra esperienza clinica, i compositi rappresentano spesso una soluzione molto valida, soprattutto nelle riabilitazioni complete.

Si tratta di materiali moderni, più elastici e leggeri, capaci di assorbire meglio le forze masticatorie e di ridurre lo stress sugli impianti e sui tessuti circostanti. Inoltre, offrono una buona estetica, sono più semplici da riparare e generalmente più contenuti nei costi.

L’obiettivo, quindi, non è avere denti semplicemente più bianchi o più duri, ma trovare il giusto equilibrio tra estetica, naturalezza e resistenza, per garantire un risultato bello e duraturo nel tempo.

4 fattori che influenzano la scelta dei materiali per la protesi su impianti
1. Presenza di parafunzioni
Alcune abitudini come il bruxismo, il serramento o il digrignamento dei denti mettono la protesi sotto forte stress.

In questi casi si scelgono materiali più elastici, come resine e compositi, perché assorbono meglio le forze e riducono il rischio di rotture nel tempo.
2. Tipo di occlusione
Se la protesi deve adattarsi a una situazione in cui i denti non combaciano perfettamente (per esempio morso aperto, morso inverso o mandibola protrusa), durante la masticazione si creano maggiori sollecitazioni.

Per questo motivo è preferibile usare materiali più elastici, che aiutano a proteggere la protesi e a farla durare più a lungo.
3. Età del paziente ed esigenze estetiche
I pazienti più giovani di solito danno maggiore importanza all’estetica.

Per ottenere un risultato più naturale si scelgono spesso materiali come ceramica e zirconia, che assomigliano molto ai denti naturali per colore e trasparenza.
4. La disponibilità economica
Il costo è un fattore importante perché influenza la scelta del materiale.

Materiali più costosi, come quelli vetrosi, offrono generalmente una migliore estetica.
Materiali resinosi, invece, sono più economici ma danno comunque ottimi risultati sia estetici che di durata in tutte le riabilitazioni su impianti.
F. L’IMPIEGO DEI NUOVI IMPIANTI E DELLA NOSTRA LINEA CUSTOM MADE
Le moderne forme anatomiche dei nuovi impianti, studiate per adattarsi meglio all’osso e garantire una maggiore stabilità, permettono di ottenere fin da subito una solida fissazione dell’impianto, chiamata “stabilità primaria”.

Questa condizione offre un importante vantaggio: consente di sostenere i nuovi denti già nelle prime fasi del trattamento e, allo stesso tempo, favorisce il naturale processo di integrazione tra l’osso e la superficie in titanio dell’impianto, definito osteointegrazione. In parole semplici, è il processo che permette all’impianto di diventare stabile nel tempo, raggiungendo quella che viene chiamata stabilità secondaria definitiva o biologica.

Come accennato in precedenza, questi nuovi impianti possono essere inseriti immediatamente nell’osso subito dopo l’estrazione dei denti non più recuperabili, sfruttando direttamente l’osso fra gli alveoli post-estrattivi.

In questo modo è possibile stabilizzare nuovi denti fissi su impianti fin da subito, senza dover attendere i normali tempi di guarigione della gengiva (circa 15 giorni) e dell’osso (circa 4–5 mesi), come invece avviene con impianti tradizionali di tipo classico.
Caratteristiche fondamentali dei nuovi impianti per carico immediato
I nuovi impianti sono progettati secondo criteri evoluti che consentono di migliorare stabilità, sicurezza e durata nel tempo del trattamento implantare. Le principali caratteristiche sono:
• Qualità del titanio migliorata, con elevate caratteristiche di resistenza e biocompatibilità, per favorire una migliore integrazione con l’osso e una maggiore affidabilità di durata nel tempo.


• Utilizzo di lunghezze implantari aumentate, che possono raggiungere i 25–30 mm, rispetto agli impianti tradizionali spesso compresi tra i 10 e i 13 mm. Questa caratteristica consente di migliorare la stabilità dell’impianto anche in condizioni ossee meno favorevoli.

• Filettature con spire ampie e più ritentive, studiate per garantire un’eccellente stabilità primaria nell’osso, fondamentale soprattutto nei protocolli a carico immediato cioè “denti subito su impianti” in poche ore.

• Collo implantare lungo (3–4 mm), liscio e macchinato, progettato per favorire il mantenimento della salute dei tessuti gengivali e contribuire alla riduzione del rischio di patologie perimplantari.

Questa configurazione del collo implantare risulta particolarmente indicata nei casi di inserimento implantare in posizione angolata, in quanto consente una migliore gestione in salute della gengiva intorno all’impianto e contribuisce a diminuire nel tempo il rischio di complicanze infiammatorie ossee e dei tessuti molli.

• Connessione impianto–moncone migliorata e più affidabile, grazie alla presenza di nuove connessioni coniche o interne con 12 facce piane, simile a un dado a dodici lati.

Questa geometria permette al moncone e al dente artificiale di inserirsi nell’impianto in più posizioni possibili raggiungendo più facilmente il parallelismo dei monconi angolati facilitando all’operatore la realizzazione della protesi fissa adeguata in modo da rispettare le dimensioni fisiologiche dei denti e gengive, mantenendo comunque un accoppiamento preciso e stabile.
La nostra linea implantare personalizzata
Grazie ai nostri studi, all’esperienza clinica quotidiana, alle esigenze operative e alla continua ricerca di perfezionamento, è stata sviluppata per il nostro Centro una linea implantare e protesica “custom made”, progettata specificamente per rispondere alle nostre necessità nell’ambito dell’implantologia avanzata.

Tutte le caratteristiche fondamentali sopra citate dei nuovi impianti e dei nuovi monconi protesici e tutte le nostre esperienze sono state utilizzate e trasferite nei nostri sistemi implantari,

realizzati da aziende tecnologicamente avanzate e all’avanguardia. Queste hanno realizzato per il nostro Centro una nostra linea implantare brandizzata che si estende dagli impianti intraossei più avanzati (angolati, pterigoidei, zigomatici e trans-sinusali) fino ad arrivare a quelli “iuxta-ossei” più recenti e risolutivi in casi di carenza ossea molto estrema.

Questo approccio ci consente di raggiungere con estrema sicurezza, rapidità e semplicità obiettivi clinici importanti, come l’inserimento di impianti e la realizzazione di nuovi denti fissi in poche ore, anche partendo da condizioni ossee differenti ed estreme, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo.

Oggi questo percorso di crescita, ricerca ed esperienza ci rende particolarmente orgogliosi di presentare sul nostro sito la nostra linea implantare personalizzata.

Si tratta del risultato concreto di anni di studio, innovazione e costante attenzione al miglioramento, espressione della nostra volontà di offrire ai pazienti soluzioni implantari sempre più affidabili, sicure e soprattutto… risolutive in tempi brevi!
G. UTILIZZO DI NUOVI MONCONI SU IMPIANTI CHIAMATI M.U.A.
L’utilizzo dei nuovi monconi protesici, chiamati Multi Unit Abutment (MUA), completa in modo eccellente la tecnica di protesizzazione immediata.

Questi particolari monconi, grazie alla loro conicità e angolazione studiata, permettono di annullare il disparallelismo tra gli impianti obliqui, inseriti con inclinazioni estreme all’interno dell’osso.

Grazie all’utilizzo dei MUA (Multi Unit Abutment) è possibile creare condizioni protesiche ideali, che consentono un inserimento semplice e preciso della protesi fissa immediata, garantendo stabilità e accuratezza fin dalle prime fasi del trattamento.

Con i tradizionali monconi cementati, caratterizzati da angolazioni molto limitate, era spesso difficile ottenere un corretto parallelismo tra i monconi. Per questo motivo era necessario inserire gli impianti il più possibile paralleli tra loro, al fine di consentire un agevole inserimento della protesi.

Questa necessità però rendeva più complesso il posizionamento dell’impianto in aree non adeguate dal punto di vista anatomico, con il rischio di comprometterne nel tempo la stabilità.

Le caratteristiche angolate e coniche dei MUA facilitano il lavoro del protesista, permettendo il corretto posizionamento dei monconi e assicurando un adeguato supporto alle corone protesiche. Questo consente di ottenere una precisa emergenza del moncone al centro della corona dentale, migliorando sia la funzionalità sia l’estetica del risultato finale.
Un ulteriore importante vantaggio dell’utilizzo di questi monconi è rappresentato dalla possibilità di stabilizzare la protesi mediante l’impiego di piccole viti passanti che si avvitano sul moncone MUA

Rispetto alla tradizionale metodica cementata, che prevede la stabilizzazione della protesi sul moncone tramite cemento, l’utilizzo di sistemi protesici avvitati rappresenta oggi una soluzione moderna e affidabile, progettata per garantire maggiore sicurezza e comfort nel tempo.

A differenza delle soluzioni cementate, questo nuovo sistema evita la possibile presenza di residui di cemento sotto la gengiva, una condizione che può favorire irritazioni e patologie dei tessuti intorno all’impianto.

Inoltre, la protesi fissa può essere rimossa dal dentista in modo semplice e delicato svitando le viti durante i controlli periodici,

permettendo interventi di manutenzione più rapidi, precisi, confortevoli e non traumatizzanti per il paziente come spesso invece avviene per l’obsoleta protesi cementata.
H. TECNICHE CHIRURGICO-PROTESICHE GUIDATE PER IMPIANTI E NUOVI DENTI FISSI
Oggi l’utilizzo delle tecniche di chirurgia guidata consente all’operatore di trasferire con grande precisione sull’osso del paziente la posizione degli impianti progettata digitalmente, garantendo massima affidabilità e riducendo il rischio di coinvolgere strutture anatomiche importanti, come nervi, arterie e muscoli.

La pianificazione digitale permette inoltre di conoscere in anticipo la morfologia ossea e le sue caratteristiche, come densità e trabecolatura, così da utilizzare al meglio il tessuto disponibile. Oltre a guidare la fase chirurgica, queste tecniche supportano anche il protesista nella scelta delle posizioni ideali degli impianti, affinché possano sostenere correttamente le corone protesiche e garantire una precisa emergenza del moncone al centro della corona dentale.

Il giorno dell’intervento non si deve improvvisare: il compito del clinico è semplicemente trasferire sul paziente il progetto digitale precedentemente elaborato, lavorando con serenità, rapidità e sicurezza e favorendo così la prevedibilità e il successo della terapia chirurgica.

Le tecniche chirurgiche guidate da noi utilizzate sono:
1. tecnica guidata da modelli 3d stereolitografici
È la tecnica più semplice, sicura e affidabile, oltre ad essere la più utilizzata nel nostro Centro. Grazie alla moderna progettazione digitale e all’utilizzo della Tac-Cone Beam realizziamo al computer una ricostruzione tridimensionale precisa della mandibola o del mascellare del paziente.

Da questo progetto virtuale viene creato, tramite stampante 3D,


un modello fisico stereolitografico che riproduce fedelmente ogni dettaglio anatomico.

Questo modello tra le mani dell’operatore consente facilmente di pianificare l’inserimento degli impianti con la massima precisione ancora prima dell’intervento chirurgico.

Durante la fase operatoria, il modello 3D guida il clinico nel corretto posizionamento degli impianti nell’osso, permettendo di rispettare le strutture anatomiche più delicate, come nervi, seno mascellare, cavità nasali e cavità orbitarie.


L’impiego di questa tecnica, oltre a garantire una notevole semplicità di utilizzo, offre numerosi e ulteriori vantaggi:
• maggiore rapidità e facilità dell’intervento
• elevata sicurezza chirurgica
• riduzione dei rischi operatori
• precisione e affidabilità del risultato
• maggiore comfort per il paziente
2. tecnica guidata (statica) con dime chirurgiche
La tecnica implantare guidata con dime chirurgiche è un metodo che permette di inserire gli impianti dentali seguendo in modo molto preciso una pianificazione eseguita prima dell’intervento. In pratica, tutto viene studiato al computer in anticipo, così che durante la chirurgia il dentista chirurgo possa lavorare con una guida oggettiva già programmata.

Il procedimento inizia con una TAC tridimensionale e una scansione digitale della bocca, che permettono di valutare la quantità di osso disponibile e la posizione delle strutture anatomiche importanti.


Su queste immagini il dentista-chirurgo decide virtualmente dove inserire l’impianto, stabilendo posizione, inclinazione e profondità ideali in base anche al futuro dente definitivo.

Da questa progettazione viene realizzata la dima chirurgica, una mascherina personalizzata in resina con piccoli inserti metallici.

Durante l’intervento la dima viene posizionata sull’osso della arcata del paziente e trasferisce l’esatta posizione progettata dell’impianto permettendo l’inserimento sicuro delle frese perforanti nella direzione programmata,

guidando con precisione la perforazione dell’osso e l’inserimento dell’impianto con rischi molto contenuti.

Con l’inserimento corretto dell’impianto segue il posizionamento programmato della protesi fissa.

I principali vantaggi sono una maggiore precisione, una riduzione dei tempi chirurgici e un minor rischio di avvicinarsi a strutture anatomiche delicate.
Tuttavia, l’impiego della dima chirurgica presenta anche alcuni limiti. La sua realizzazione e preparazione possono risultare indaginose e richiedere tempi e passaggi aggiuntivi.

Inoltre, talvolta si possono riscontrare difficoltà nel garantire una perfetta precisione e un adeguato adattamento della dima all’osso, aspetto che può influenzare l’accuratezza finale dell’intervento.
La tecnica implantare con navigazione dinamica rappresenta una delle evoluzioni più recenti dell’implantologia dentale, nasce negli anni 2000 dall’esigenza di rendere l’inserimento degli impianti sempre più preciso, sicuro e prevedibile e molto piu affidabile del metodo precedente con le dime sopra citato.

I principi di navigazione dinamica derivano da evoluzioni tecnologiche già impiegate in altri ambiti chirurgici altamente specialistici, come la neurochirurgia.

Per capire come funziona, si può immaginare un sistema simile a quello di navigazione di un’automobile:

il chirurgo non lavora “a memoria” o solo sulla base dell’esperienza visiva, ma viene guidato in tempo reale da un sistema digitale dinamico

non da una guida fisica di plastica ingombrante detta “dima chirurgica” come nella tecnica precedente definita “statica”.
Il sistema digitale dinamico mostra esattamente in tempo reale dove si trovano gli strumenti perforanti all’interno dell’osso del paziente garantendo sicurezza e rapidità di esecuzione.

Tutto inizia prima dell’intervento, con una TAC tridimensionale (CBCT) e spesso con una scansione digitale della bocca.

Queste informazioni vengono elaborate da un software che ricostruisce virtualmente in 3D sul monitor del pc la situazione anatomica del paziente: si vede chiaramente l’osso, i denti vicini, il decorso dei nervi e, nel caso dell’arcata superiore, la posizione del seno mascellare.

Su questo modello digitale il chirurgo pianifica in anticipo dove inserire l’impianto, scegliendo con grande precisione la sua posizione, profondità, l’inclinazione e dove uscirà per sostenere il dente.

Inoltre, viene pianificata anche la posizione e la profondità ideale, delle frese che perforano l’osso, evitando di interferire con le strutture anatomiche delicate circostanti.

Sul monitor il professionista vede in tempo reale la fresa muoversi nell’osso simulato. Se la traiettoria si discosta anche di poco da quella pianificata, il sistema va in allarme e lo segnala immediatamente, permettendo una correzione istantanea.

Il dentista-chirurgo può modificare la strategia di posizionamento impianti se incontra una situazione anatomica diversa da quella prevista,


a differenza delle dime chirurgiche “statiche” usate nella precedente tecnica che non permettono assolutamente cambiamenti immediati di strategia operativa.
Quest'ultima innovazione dinamica oltre a spazzare via la precedente ed indaginosa tecnica "statica" ormai obsoleta,
permette con estrema semplicità e precisione di avere rapidità d'intervento in estrema sicurezza con grande soddisfazione del paziente ed operatore.

Questa tecnologia avanzata rende l’implantologia sempre più precisa, sicura e affidabile, garantendo risultati più prevedibili. Nel nostro Centro viene utilizzata esclusivamente in casi selezionati, complessi ed estremi caratterizzati anche da elevate esigenze estetiche o funzionali.
I. UTILIZZO DELLA TECNICA FLAPLESS: SENZA BISTURI E PUNTI DI SUTURA
Quando le condizioni anatomiche lo consentono, possiamo inserire gli impianti utilizzando la tecnica flapless, una procedura minimamente invasiva che non richiede incisioni con bisturi né punti di sutura.
Alla base di questa tecnica è necessaria una accurata progettazione dell’intervento e l’applicazione degli impianti con l’utilizzo delle tecniche guidate sopra menzionate.
La perforazione della gengiva e dell’osso avviene in modo preciso e controllato in un unico passaggio, riducendo il trauma chirurgico.

Questa tecnica consente numerosi vantaggi:
• intervento più rapido
• minore invasività chirurgica
• riduzione di dolore, gonfiore e sanguinamento post-operatorio
• recupero più confortevole per il paziente.
La tecnica flapless viene applicata solo in casi selezionati, quando l’anatomia dell’osso e dei tessuti gengivali lo permette, garantendo sempre sicurezza e prevedibilità del risultato.
L. MATERIALI INNOVATIVI PER LA COSTRUZIONE DI PROTESI SU IMPIANTI
Per la realizzazione di protesi su impianti a carico immediato, sia provvisorie sia definitive, è necessario distinguere due importanti categorie di materiali innovativi:

1) Materiali per armature protesiche
Titanio
Il titanio, metallo dalle eccellenti qualità, viene spesso utilizzato per le armature protesiche su impianti perché offre una combinazione di proprietà che ancora oggi risulta difficile da ottenere con altri materiali.


Presenta una struttura molto resistente alla frattura, elevata resistenza meccanica e un peso ridotto, risultando molto più leggero rispetto alle leghe tradizionali, come il cromo-cobalto comunemente usato. Nelle riabilitazioni implantari di arcate complete, queste caratteristiche permettono di ridurre il peso complessivo gravante sugli impianti, migliorando il comfort e la funzionalità per il paziente.

Il titanio è un materiale non ferromagnetico, quindi: Non viene attratto dal campo magnetico della risonanza magnetica (RM) e quindi non interferisce con la sicurezza e l’affidabilità dell’esame. Per questo motivo viene utilizzato in ambito medico per impianti ortopedici, viti, placche, impianti e protesi dentali.
Peek
Riguardo i materiali per armature va al primo posto il PEEK (versatile biomateriale polimerico) che presenta modulo di elasticità come la corticale ossea, straordinaria resistenza e flessibilità, contrazione minima, indicata in pazienti bruxisti ottima adesione con i compositi usati spesso come rivestimento nelle strutture ibride e in arcate complete lunghe.

La sua proprietà mimetica lo fa preferire ai metalli tradizionali nelle armature. Esso può essere rinforzato con le fibre di carbonio.

Fibre di vetro
Le fibre di vetro sono materiali di rinforzo utilizzati nelle protesi implantari per aumentare la resistenza della struttura in resina o composito senza usare metallo. Sono molto usate in odontotecnica moderna perché permettono protesi più leggere, estetiche e flessibili.

Fibre di carbonio
Le fibre di carbonio sono altri materiali innovativi utilizzati in odontotecnica per la realizzazione di strutture protesiche. Poiché presentano un colore scuro quasi nero, per esigenze estetiche vengono generalmente rivestite con uno strato di opaco bianco, che consente di mascherarne la tonalità scura e di creare una base neutra per i successivi rivestimenti estetici come i


Queste fibre sono considerate eccellenti per la realizzazione di armature protesiche, in particolare nelle protesi fisse su impianti, grazie alle loro caratteristiche meccaniche. Offrono infatti elevata resistenza, peso molto ridotto, ottima rigidità strutturale e una distribuzione uniforme dei carichi masticatori sugli impianti.
2) Materiali da rivestimento estetici
Compositi
Fra i materiali di rivestimento più innovativi, vi sono i compositi di nuova generazione ad alta densità e nano ibridi.

Questi rappresentano oggi una soluzione molto valida nelle riabilitazioni su impianti, soprattutto nei casi di arcate complete e, secondo la nostra esperienza clinica, spesso anche la scelta migliore.
Questi materiali sono foto indurenti, micro-riempitivi, con bassa contrazione, ottima estetica e bassi nei costi.

Rispetto ad altri materiali più rigidi come ceramiche e zirconia, i compositi hanno una maggiore elasticità e sono quindi in grado di assorbire meglio le forze masticatorie, riducendo lo stress sugli impianti e sui tessuti circostanti oltre a diminuire il rischio di possibili fratture della corona.

Un altro vantaggio importante è la facilità di modifica e riparazione: in caso di usura o piccoli danni, il materiale può essere ritoccato direttamente a freddo senza usare forni di cottura come la ceramica e senza dover rifare l’intera protesi.

Inoltre, garantiscono una buona estetica, un comfort masticatorio elevato e un impatto più naturale durante la fonazione che si apprezza senza rumori anomali spesso presenti nella ceramica.

Per questi motivi, i compositi primeggiano per le realizzazioni di protesi fisse su impianti soprattutto Toronto Bridge e nelle riabilitazioni molto estese, dove è importante trovare un equilibrio tra resistenza, elasticità e comfort per il paziente.
PMMA
Altro materiale innovativo degno di rilievo largamente utilizzato nel nostro Centro per la realizzazione di protesi fisse provvisorie su impianti è il polimetilmetacrilato (in forma abbreviata PMMA),

una materia plastica formata da polimeri del metacrilato di metile che ha una altissima resistenza al carico masticatorio, resistenza alla rottura molto elevata, resistente alla placca e priva di qualsiasi sostanza nociva inserita.
Questo materiale è molto resistente e per questo viene spesso utilizzato per le armature delle protesi dentali o anche da solo. Il suo utilizzo permette di semplificare le fasi di realizzazione della protesi nei casi di carico immediato.


Questa particolare resina acrilica viene lavorata dalla forma solida (a blocchi circolari) con una fresa/robot che lavora per sottrazione di materiale

e nel giro di circa 2-3 ore riesce a riprodurre dei denti provvisori mantenendo estrema precisione ed estetica.

Inoltre, grazie alla matrice resinosa altamente omogenea contenuta, dopo una accurata rifinitura e lucidatura manuale si ottiene un risultato estetico molto naturale con elevata translucenza.

Zirconia
La zirconia è un materiale a base di ossido di zirconio (ZrO₂).
È una sostanza sintetica (cioè creata in laboratorio) molto dura e brillante.

È una ceramica tecnica molto più resistente rispetto alle ceramiche tradizionali. E’ considerata tra i materiali ceramici più forti e duri in odontoiatria e viene usata per protesi definitive come: corone, ponti, protesi su impianti, faccette, intarsi.
La lavorazione avviene quasi sempre con tecnologie digitali:
il dente viene scannerizzato fotografato e poi disegnato al computer viene progettata la forma della futura corona,

poi la corona viene fresata con una macchina robotizzata partendo da un blocco solido di zirconia


ed in ultimo viene cotta ad altissima temperatura (sinterizzata) per renderla più resistente, stabile e definitiva

Quando si parla di corone in zirconia su impianto, esistono due versioni principali:
1) Zirconia monolitica (un blocco unico)
È fatta da un solo pezzo pieno di zirconia. Questo viene lavorato fresato da macchinari con controllo digitale e modellato a forma di dente


con vantaggi di massima resistenza (la più forte in assoluto), basso rischio di scheggiature, ideale per molari e zone con forte masticazione, ottima per chi stringe o digrigna i denti. Come svantaggi invece presenta un’estetica un po’ meno “viva” rispetto ai denti naturali e leggermente meno traslucida (anche se oggi è migliorata molto)
2) Zirconia stratificata (più estetica)
E’ composta da un interno monolitico come il precedente e da un rivestimento con più strati in ceramica tradizionale più traslucida.

Questo connubio offre estetica molto naturale con colori e trasparenze simili ai denti veri indicata per i denti anteriori estetici ma risulta più delicata meno resistente della precedente scheggiandosi col tempo.

Quindi riassumendo per i denti anteriori è preferibile la Zirconia stratificata più estetica anche se poco resistente, mentre per quelli posteriori è indicata quella monolitica più resistente meno estetica.
Considerazioni sulla zirconia con gli impianti
Nelle riabilitazioni complete di entrambe le arcate dentarie su impianti, l’utilizzo di protesi molto estese tipo Toronto Bridge in zirconia monolitica e stratificata può creare un eccessivo carico sugli impianti stessi.
Questa condizione può favorire, nel tempo, problemi ai monconi e alla struttura protesica, con possibili fratture, oltre a provocare disturbi a livello dell’articolazione della mandibola (ATM) e dei tessuti che circondano gli impianti, come osso e gengiva.

Inoltre, la particolare rigidità della zirconia può determinare una trasmissione maggiore dei rumori durante la masticazione e la parola, causando talvolta suoni fastidiosi.

Per questi motivi, sulla base della nostra esperienza clinica, preferiamo utilizzare materiali protesici più elastici e meno rigidi su impianti,

in grado di assorbire meglio le forze masticatorie e risultare più delicati e confortevoli sia per gli impianti che per i tessuti orali oltre l’articolazione.,
M. TECNOLOGIA CAD-CAM NELLA REALIZZAZIONE PROTESICA
La tecnologia CAD-CAM (scanner 3D o camera intraorale, software di elaborazione e macchina fresatrice) rappresenta oggi un importante passo avanti nella lavorazione dei materiali protesici.

Grazie a questo sistema è possibile ottenere maggiore precisione, rapidità, affidabilità, buona estetica e una migliore gestione dei costi.
Il sistema prevede due modalità di acquisizione dei dati.
• La prima utilizza uno scanner da laboratorio che rileva la forma di un modello in gesso, resina o cera realizzato tramite impronta tradizionale.
• La seconda modalità consiste nell’impronta digitale diretta delle arcate dentarie, effettuata nella bocca con una camera-scanner intraorale che acquisisce i dati e li trasforma in un file digitale.
I dati acquisiti vengono poi elaborati da un software specifico, che permette la progettazione tridimensionale (3D) delle protesi sul computer.

Infine, il progetto viene inviato a una macchina fresatrice che realizza la protesi lavorando per sottrazione di materiale

su blocchi di diversa natura, come ceramica, zirconia, resina e composito.

Questo processo richiede generalmente circa 2–3 ore e garantisce precisione, affidabilità e buoni risultati estetici.











